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Fu a quel punto, dopo che noi avemmo rivelato il vero motivo per cui ci eravamo trovati a passare da quel luogo, che la Corona Dorata ci propose un patto. I governanti dell'Impero ci avrebbero aiutato con ogni mezzo a trovare e catturare Igor Goritia, disse, se noi prima di partire per Spiter ci fossimo recati sull'arcipelago delle Sette Isole per cercare la tomba di Tir Na Nog. La sua preoccupazione, spiegò, era di scoprire se lo Scettro Nero fosse veramente morto come tutti avevano ritenuto fino a quel momento, oppure se quel cavaliere che avevamo visto nella palude fosse Tir Na Nog in persona. La deviazione mi irritò parecchio, considerato che per giungere fino alle Sette Isole ci volevano almeno due mesi di navigazione, ma anche se a malincuore non potemmo far altro che accettare e metterci in viaggio, mentre Lorien preferì rimanere a terra, in attesa del nostro ritorno. Dopo qualche battibecco sulla scelta della nave, salpammo con un galeone sotto il comando del Capitano Hicks ed arrivammo alla prima delle Isole nel tempo prestabilito. Durante il viaggio, avemmo modo di apprendere che la famiglia di Tir Na Nog era stata proprietaria di quell'arcipelago e che la loro vecchia residenza si trovava su una di quelle isole, anche se nessuno ricordava più quale: di conseguenza, se la tomba esisteva avrebbe dovuto per forza trovarsi su quell'isola stessa o su una delle adiacenti. Le Sette Isole, ci fu spiegato, erano la residenza di diversi gruppi monastici che non si erano allineati con i due culti principali dell'Impero Dorato, quelli della Dama Bianca e della Dama Rossa, e che avevano preferito ritirarsi nell'amenità dell'arcipelago per proseguire indisturbati l'adorazione del culto che preferivano, sebbene nessuno li avesse costretti a farlo. Di queste isole, apprendemmo, solo due ospitavano monaci che entravano regolarmente in contatto con il mondo esterno; di altre due non si sapeva quasi nulla, mentre le restanti erano evitate come la peste dalle navi di passaggio, perché si diceva che i monaci che le abitavano non fossero propriamente dei buontemponi. La prima isola su cui decidemmo di sbarcare, che era anche la più vicina alle coste dell'Impero Dorato, era una di quelle su cui si sapeva poco e niente: la trovammo abitata da strani adoratori di rettili, uno dei quali svelò a Gilraen la sua probabile appartenenza alla stirpe dei Naga... ma di questo vi parlerà meglio lei, se ne avrà voglia. Comunque, da questi monaci avemmo la certezza che la tomba non si trovava sulla loro isola, ed io venni istruita su alcune carte particolari che mi aveva donato il Re della mia città lontana, Darkthrone. Magari un giorno ve ne parlerò. Dopo questa prima tappa, su richiesta di Aramil ci dirigemmo verso un'altra isola poco distante, che stando alle voci era abitata da una strana razza di semiumani, di cui la gente del luogo aveva un po' di timore. La trovammo in effetti abitata da esseri primitivi, niente affatto evoluti, ma non ci volle molto per... beh, no, non credo di potervi raccontare oltre su quest'isola. Spiacente, non è cosa che dipenda da me. Stanchi di girare a vuoto per l'arcipelago, decidemmo dunque di fare rotta verso l'isola dopo... con sommo piacere della ciurma. Non tardammo a capire il perché... la gente del luogo infatti aveva uno strano concetto di ospitalità, che si abbinava ad un culto concepito per esaltare l'amore libero sopra ogni altra cosa. Devo ammettere che fu piuttosto piacevole soggiornare lì, almeno per i primi giorni... l'ospitalità accordataci non aveva nulla da invidiare a quella di un re, e non posso negare che fosse piuttosto piacevole trovare un posto dove la gente non faceva a gara per ammazzarci, non so se mi spiego. Ma la pace doveva essere di breve durata. Non appena ci fu concesso di parlare con la Grande Sacerdotessa, venimmo a sapere che proprio su quella particolare isola Tir Na Nog aveva stabilito la sua residenza privata. Anche se a malincuore, ci accingemmo alla sua ricerca. |
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© Compagnia dell'Altare 2005 |