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I monaci ci domandarono di andare a riprendere ciò che era stato perduto, ma sarebbero stato lo stesso anche se non ci avessero detto niente. Dopo lo spettacolo a cui avevamo assistito, eravamo determinati, assolutamente determinati a partire per la ricerca dell'oggetto che era stato rubato. E fu così che la nostra cerca ebbe inizio. Ma il destino ha piani misteriosi. Sta di fatto che, non appena avemmo valicato nuovamente le montagne, intervenne qualcosa a distrarci dalla nostra missione. Nella città che ci aveva ospitato per così tanti anni, infatti, si era aperta una crepa di dimensioni colossali, una faglia che sembrava frutto del più spaventoso terremoto mai verificatosi in quella parte del Paese. E alle nostre orecchie giunsero voci inquietanti, che davano il Re per gravemente malato. Vagamente allarmati, lo devo ammettere, andammo a cercare quello che pareva essere stato l'epicentro del terremoto... e lì attorno trovammo a gironzolare una delegazione diplomatica che proveniva da un luogo lontano, il regno di Spiter, e che andava a far visita al nostro Re. La capeggiava un uomo alto e dal viso lezioso, con una barbetta argentea a becco di tordo, il cui nome era Igor Goritia. Costui ci accolse gentilmente, ci parlò del suo Paese e addirittura, perché potessimo andare a trovarlo nel regno della sua Regina se ne avessimo avuto l'occasione, ci donò una moneta con la sua effigie stampata su uno dei lati e sull'altro lato il simbolo di Spiter, che sventolava anche dalle numerose bandiere che ornavano l'accampamento. Goritia ci offrì ospitalità per una notte nelle sue tende, e quel pomeriggio andammo ad ispezionare il fondo della spaccatura. Ivi trovammo una candela di colore nero, di quelle che vengono usate per i riti magici, che pareva intatta nonostante dovesse essere precipitata per almeno una decina di metri fino al fondo della faglia, e che portava, seppur sbiadito, un simbolo che sembrava rappresentare una faccia (o un qualcosa di ovale, comunque) divisa in due da una linea verticale. Ora, pensate di me ciò che volete, ma il fatto che lo stendardo del regno di Spiter fosse proprio un volto diviso in due, per metà maschile e per metà femminile, mi insospettì un tantino... Quella notte ebbe luogo una dura battaglia sull'altopiano. La delegazione venne sterminata, ma Goritia riuscì a fuggire e ci accingemmo ad inseguirlo. Sapevamo che il Regno di Spiter si trovava a sud-est, e prendemmo un traghetto fluviale verso Carré per andare a far visita al nostro vecchio amico. Eravamo sicuri che avremmo avuto tante cose di cui parlare. |
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© Compagnia dell'Altare 2005 |